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Investimenti: settore uffici in calo, Milano resta competitiva

Nei giorni scorsi a Milano si è tenuto “Quo Vadis”, convegno sulle prospettive del real estate organizzato da Dla Piper: giunto quest’anno alla quinta edizione, il summit riunisce i principali investitori internazionali. Erano presenti, nello specifico, più di 40 top manager da tutto il mondo in rappresentanza di oltre 200 miliardi di euro di “assets under management”.

Il tema principale riguardava le opportunità di investimento offerte dal mercato italiano. Un dato su tutti: nel 2018 il capitale estero impegnato nel mattone del nostro Paese potrebbe arrivare al 75% dei volumi totali, superando il 70% raggiunto nel 2017. Lo scorso anno aveva fatto segnare un record per gli investimenti immobiliari con ben 11 miliardi di euro, cifra che tuttavia non sarà replicata nell’anno in corso. Per quanto riguarda il settore uffici, come confermato da Graham Mackie (a capo di Ubs Asia), i grandi investitori guardano con attenzione a uffici e residenze a Milano e Roma. A breve potremmo, dunque, vedere nuove operazioni con capitale asiatico sul mercato italiano.

Tornando ai dati, in Italia i volumi degli investimenti sono calati del 23% nel primo semestre del 2018: 3,7 miliardi di euro il totale complessivo. Di questi, il settore uffici ha raccolto 1,3 miliardi di euro facendo registrare un calo del 30%, mentre è in crescita il retail (+31%) con 1,5 miliardi di euro. La certezza è rappresentata dalla città di Milano, che si conferma competitiva a livello europeo: tante le opportunità di investimento in svariati settori, dagli uffici all’high street. Perché, come spiegato nel corso del convegno, la nuova strategia dei grandi investitori non guarda ai Paesi ma alle città, connesse tra loro e sempre in competizione per attrarre capitali.

di Giovanni Marrucci

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