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Le conseguenze del Covid-19 sul mondo retail

Pesano considerevolmente le conseguenze del Covid-19 sul mercato immobiliare commerciale: un punto vendita su tre non ha ancora riaperto, mentre la metà di questi ha dichiarato che probabilmente non riaprirà più. A metterlo in luce una recente ricerca condotta da Engel & Völkers su un campione di 6.600 esercenti nazionali.

Con l’avvento dell’e-commerce, si punta su metrature più piccole

Nel mondo degli immobili commerciali il lockdown ha contribuito a porre l’accento sull’effettiva necessità della fisicità dei punti vendita. A questo proposito, il 72% degli intervistati ha affermato che per il futuro preferirà puntare su spazi più piccoli e parallelamente lavorare per incrementare le opportunità offerte dall’e-commerce. È opinione piuttosto comune che da oggi in poi lo spazio fisico dovrà essere accompagnato da uno digitale, l’unica leva in grado di mantenere alta la competitività.

Il nodo dell’affitto dell’immobile

Tra le voci di spesa più consistenti figura per la maggioranza degli operatori l’affitto, tanto che il 44% degli intervistati ha dichiarato di aver richiesto una riduzione del canone di locazione o uno slittamento del pagamento, ma solo il 29% è riuscito ad ottenerlo.

Stando a quanto evidenziato dagli esperti di Engel & Völkers, questo trend post pandemia porterà con buone probabilità un vero e proprio cambiamento di scenario del mondo dell’affitto degli immobili retail, con una maggiore attenzione alle clausole e il desiderio di un canone di locazione più sostenibile (nel 43% dei casi). Si aspira però anche a una maggiore flessibilità della durata contrattuale (32%), a una più semplice uscita dal contratto (25%) e infine alla possibilità di compartecipazione agli utili nella qualificazione del canone (70%).

di Francesca Lauritano

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