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La casa dei sogni è cambiata. Ma non se è in affitto

Gli Italiani sembrano avere le idee chiare su come deve essere la casa perfetta, soprattutto dopo giorni interi trascorsi tra le mura domestiche per la pandemia. Un recente report del nostro Centro Studi ha messo in luce aspirazioni e desideri per la dimora dei sogni, individuando tendenze precise alle quali però fa spesso eccezione una categoria molto specifica: le case in affitto.

In sintesi, le nuove esigenze abitative hanno un peso più rilevante se in relazione a un immobile da comprare. Lo scenario delle locazioni, invece, è diverso e per alcuni parametri presenta un andamento che si discosta di molto rispetto a quello delle vendite. Ecco come.

Serve più spazio? Non è sempre così

Per capire meglio la differenza tra i desideri per una casa da comprare e una da affittare, è necessario chiarire in entrambi i casi quali sono i nuovi modelli ideali. Più spazio: sono queste le parole chiave per riassumere le caratteristiche principali ricercate da chi oggi vuole acquistare un’abitazione. La convivenza forzata, il lavoro da casa, la mancanza di spazi aperti per godere di un po’ di aria fresca: il modo in cui il Covid ha cambiato radicalmente le nostre abitudini e il nostro stile di vita si riflette sui metri quadri che si hanno a disposizione. Quelli che prima si consideravano sufficienti, ora non bastano più.

La planimetria della casa dei sogni del 2021
L’evoluzione della casa dei sogni: la piantina modello del 2020 rispetto a quella del 2021

Si spiega senza particolari sorprese, quindi, come in un anno siano aumentate del 12,3% le preferenze per ville, villette a schiera e rustici o casali. E se proprio non è possibile acquistare una soluzione indipendente, allora che ci sia almeno una stanza in più. Nel 2020 il numero massimo di locali era 3, oggi si è passati a 4: indispensabile per realizzare un piccolo ufficio o per avere un ambiente autonomo in cui dedicarsi a hobby e passioni senza disturbare chi vive nel resto della casa. Anche balconi e terrazzi sembrano essere diventati indispensabili: il numero di ricerche che li inserisce come requisiti imprescindibili per acquistare casa è cresciuto del 10,3% nel corso di un anno.

I bisogni cambiano radicalmente, invece, se si tratta di un’abitazione da prendere in affitto. O meglio: restano quelli del passato. La necessità di spazi maggiori e di più metri quadri svanisce quando si parla di locazioni: la media della superficie minima ricercata per una casa in locazione è rimasta praticamente invariata nel corso degli ultimi dodici mesi, ed è cioè di 63,5 metri quadri. La media della superficie massima registra addirittura una piccola contrazione, quasi del 2%: si passa dai 90,7 metri quadri del gennaio 2020 agli 88,9 del gennaio 2021.

L’identikit della casa dei sogni è cambiato. Ma solo quando si tratta di un immobile da acquistare.

Capacità di spesa e contesto: differenze più marcate tra acquisto e affitto

Non aumenta il desiderio di volumi maggiori, ma cresce significativamente – del 6,3% – la media del budget minimo per il canone di affitto, passando dai 389 euro dello scorso anno ai 415 di oggi. Si tratta di un indicatore importante per il settore delle locazioni, spia del fatto che si è probabilmente intensificato il bisogno di appartamenti in buone condizioni o posizionati in un quartiere migliore a scapito di qualche metro quadro in più.

Al contrario, nel caso di un immobile da comprare, la capacità di spesa non cresce al ritmo del desiderio di spazio in più. Se in un anno la superficie media della casa dei sogni è cresciuta di quasi il 7%, la media della spesa massima impostata nelle ricerche è aumentata solo dell’1,3%, pari a 216.500 euro.

Per quanto riguarda il contesto abitativo in cui si cerca una casa da comprare o una casa da affittare, si osservano due tendenze diametralmente opposte. Nel primo caso – complici i nuovi bisogni di maggiori spazi, più isolamento e indipendenza – le ricerche si concentrano in misura rilevante nelle zone limitrofe alle città, che naturalmente godono di aree verdi più estese. In questo senso potrebbero aver influito anche le nuove modalità di lavoro da remoto, che rendono meno rilevante la necessità di abitare vicino agli uffici.

Invece le ricerche di case in affitto hanno registrato uno spostamento dell’attenzione dalla prima periferia alle aree più centrali delle città, per avere un immobile meglio inserito nel contesto urbano. Inoltre questa tendenza è stata probabilmente incoraggiata dall’aumento del numero di immobili disponibili, ormai privati del flusso turistico che ha svuotato le case vacanza nei maggiori centri.

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